Ruolo delle casse di compensazione AVS: il Consiglio federale non ritiene necessario intervenire
Berna, 28.01.2026 — I ruoli delle casse di compensazione cantonali e professionali dell’AVS e il loro rapporto reciproco sono disciplinati in modo chiaro nella legge. Un postulato incaricava il Consiglio federale di esaminare come poter imporre alle casse di compensazione cantonali di rispettare le disposizioni giuridiche. Nel suo rapporto redatto in adempimento del postulato e adottato nella seduta del 28 gennaio 2026, il Consiglio federale spiega che non ritiene necessario intervenire.
Nel sistema dell’AVS vi sono casse di compensazione cantonali (CCC) e casse di compensazione professionali (CCP; fondate e gestite, ad esempio, dalle associazioni di categoria). Tutte le persone soggette all’obbligo di contribuzione (datori di lavoro, lavoratori indipendenti, persone senza attività lucrativa e salariati il cui datore di lavoro non è tenuto a pagare contributi) devono aderire a una cassa di compensazione AVS. I salariati sono affiliati a una cassa di compensazione tramite il loro datore di lavoro. La cassa di compensazione competente è determinata sulla base di criteri chiaramente definiti: se gli assicurati soggetti all’obbligo di contribuzione sono membri di un’associazione fondatrice di una CCP, sono affiliati a quest’ultima. Le CCC, invece, sono competenti per le istituzioni pubbliche nonché per i datori di lavoro e i lavoratori indipendenti che non fanno parte di un’associazione professionale con una CCP. Pertanto, le CCC hanno anche il ruolo di istituti collettori.
Il postulato Burkart 23.3207 incaricava il Consiglio federale di esaminare come poter imporre alle CCC di rispettare la legislazione AVS, affinché svolgano il loro ruolo di istituti collettori. Secondo il postulato, le CCC non rispettano in modo rigoroso le disposizioni di legge e le interpretano in modo eterogeneo. Inoltre, il postulato criticava certe CCC per aver cercato di impedire ai datori di lavoro che diventano membri di un’associazione fondatrice di cambiare cassa.
Nel suo rapporto, il Consiglio federale afferma di essere a conoscenza di un solo caso in cui si è verificato un problema del tipo di quello oggetto di critica nel postulato. Inoltre, questo caso non è dovuto né a normative insufficienti né a un’attuazione lacunosa. Se fossero state seguite le procedure previste dalla legge e dalle direttive dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali, il problema non sarebbe sorto. Pertanto, il Consiglio federale ritiene che non vi sia alcuna necessità d’intervento.